Osservazione ispirata ad “Art of the Idea” di John Hunt: “L’opportunismo non è un’idea”.

E’ difficile avere un’idea in un ambiente sterile. La qualità di un’dea non viene mai discussa, fino a quanto applicarla potrebbe sconvolgere coloro che la circondano. Tutti applaudono il pensiero, ma allo stesso tempo cercano una via di fuga per se stessi per quanto riguarda la sua realizzazione.

Un nuovo modo di pensare, in genere, ha bisogno del coinvolgimento di altri. Poche idee sopravvivono alla trappola della terza persona.

Prendere la via più facile è il modo più sicuro per celebrare quello che è già stato raggiunto e rimanere schiavi del normale.

Se una nuova idea vale qualcosa, dovrebbe rendere tutti un po’ nervosi. Sarà più difficile da vendere. Ma questi sono tutti segnali positivi. Significa che l’idea è carica di innovazione. L’opposto di opportunismo è tenacia. Il primo test di un’idea è il livello di impegno che gli si riserva.

L’opportunismo è applicato generosamente per la capacità che ha di non offendere nessuno. A lungo termine, però, l’interesse personale è estremamente corrosivo per le idee. Ti permette di navigare nel mare della mediocricità. Tutti sono contenti, ma nessuno è in estasi. Quanto più si usa la convenienza, più si offre un falso senso di sicurezza. Perché cambiare? Tutto sembra ok.

Ma se rimanete in mezzo alla strada, vi ritroverete alla fine ad essere travolti da ambedue le direzioni. La terra di nessuno non è un territorio sicuro.

Purtroppo, diventa subito evidente che se non credete a nulla, allora questo è anche ciò che attirerete, il nulla. Per fare in modo che le idee funzionino, devono rimbalzare da qualcosa di sostanzioso.

Quando le cose vanno bene, non correre dei rischi sembra una strategia molto intelligente. Quando i tempi sono difficili, però, noterete che l’interesse personale, che ha lo scopo di creare tutte quelle facce sorridenti e felici, improvvisamente indossa una smorfia.

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