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È forse giunto il momento di pensare ancor più seriamente ad una nuova politica energetica?

Il conflitto tra Russia ed Ucraina ha fatto esplodere il prezzo del gas, oramai salito in maniera esponenziale e purtroppo, con l’avvicinarsi dell’inverno e di un aumento inevitabile della domanda, il rischio di ulteriori aumenti è molto concreto.

D’altra parte, c’è un obbligo siglato con l’Accordo di Parigi di decarbonizzare il più velocemente possibile la produzione di energia elettrica sottoscritto dai maggiori paesi mondiali e ciò impone l’utilizzo massiccio di energie rinnovabili come dimostrato anche da uno studio elaborato dall’Università di Aarhus e pubblicato sulla rivista scientifica Joule.

E’ una scelta politica e strategica che necessita di una forte coraggio politico: infatti, le politiche energetiche e climatiche dei paesi europei che hanno aderito agli obiettivi dell’accordo di Parigi si trovano davanti ad un complesso bivio, aggravato da un frangente geopolitico complicato come quello attuale. In altre parole: l’UE deve fare una scelta importante sul ruolo del gas come energia di transizione oppure diminuirne l’uso immediatamente.

La crescita delle rinnovabili

L’energia rinnovabile è cresciuta rapidamente negli ultimi anni, ad esempio nel 2018 negli Stati Uniti sono stati installati oltre 2,6 milioni di impianti solari su tetto per oltre 10 gigawatt (GW) di capacità solare, sufficienti ad alimentare 4 milioni di abitazioni. Un numero che è aumentato di oltre il 50% rispetto all’anno precedente e questo trend si è confermato anche negli anni successivi.

Nel 2019, il 37% della produzione globale di energia elettrica proviene da fonti a basse emissioni di carbonio, ovvero idrogeno, energia idroelettrica, solare ed eolica, mentre i restanti due terzi vengono prodotte ancora da combustibili fossili.

Di contro, in Cina, il carbone rappresenta ancora il 57,7% del mix energetico nonostante ci siano segnali confortanti in termini di scelte verso un futuro più sostenibile e meno dipendente dal carbonio, investendo in  nuove centrali nucleari e molti parchi eolici.

Technology Roadmap: Energy Transition

L’AIE prevede che il settore energetico globale dovrà apportare grandi cambiamenti per ridurre le emissioni entro il 2050.


La “Technology Roadmap: Energy Transition” dell’agenzia, delinea ciò che deve essere fatto e come può essere fatto, suggerendo che per raggiungere i nostri obiettivi avremo bisogno di un mix di fonti energetiche, non ci sarà una unica soluzione energetica risolutiva.

Diversi Paesi del mondo hanno come obiettivo comune di raggiungere emissioni zero di CO2 entro il 2050 e come indicato anche nell’Accordo di Parigi, questa scelta è necessaria per mantenere l’aumento della temperatura globale entro i 2°C.

Nel prossimo decennio, le decisioni che si prenderemo sulla produzione di energia saranno cruciali e determinanti per i progressi nel raggiungimento dell’obiettivo globale di emissioni nette zero, evitando scenari apocalittici in vaste aree del nostro pianeta.

Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), le emissioni globali di CO2 dovrebbero essere ridotte di circa il 55% entro già il 2030.

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Mix di fonti energetiche

Il mondo si sta muovendo verso un futuro meno dipendente dai combustibili fossili, l’Accordo di Parigi è stato firmato da quasi 200 Paesi e stabilisce obiettivi ambiziosi per la riduzione delle emissioni di gas serra. La maggior parte dei Paesi è ora impegnata in una transizione energetica, che significa abbandonare i combustibili fossili per passare alle fonti di energia rinnovabili.

Le tecnologie per le energie rinnovabili includono il solare fotovoltaico (PV), l’energia eolica, l’energia idroelettrica, l’energia del moto ondoso e la generazione di elettricità geotermica.

Le energie rinnovabili rappresentano il futuro della produzione globale di elettricità e la parola “rinnovabile” indica la natura stessa di queste tipologie di energia: sono infatti presenti naturalmente e si rigenerano in continuazione, senza che ci sia l’intervento dell’uomo, in modo inesauribile. Si prevede che le energie rinnovabili rappresenteranno quasi due terzi di tutti i nuovi investimenti nella produzione di energia elettrica nei prossimi 25 anni (IEA, 2016) ed entro il 2040 dovrebbero fornire più della metà della produzione totale di elettricità a livello mondiale (Enerdata).

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