Il paese europeo ad aver prodotto più energia dalle centrali eoliche (circa 43%) è la Danimarca. Grazie ad uno dei più grandi impianti eolici offshore del mondo, la centrale di Anholt nel mare Kettagat. Il vento sarà, nel 2016, la fonte più economica del paese e costerà la metà rispetto carbone e gas naturale.

Portogallo e Spagna, secondo e terzo posto, generano il 20% della loro elettricità dal vento e l’Irlanda al quarto posto il 19%. Germania e il Regno Unito, quinto e sesto posto,  per ora arrivano al 9% di energia elettrica da fonte eolica, ma la sommano però alla produzione di energia fotovoltaica e alla graduale uscita dall’uso di fonti come il carbone e il nucleare.

La produzione di energia eolica è aumentata dell’8% nel 2014, mentre quella prodotta da impianti a carbone è scesa del 6%. La differenza tra il vento e il carbone è più pronunciata nel Regno Unito, infatti nel 2014 ha generato l’11% in più di energia elettrica dal vento e il 25% in meno dal carbone che nel 2013.

Al settimo posto della classifica troviamo la Romania, quasi al 9 per cento di produzione di energia eolica. Questo paese è la patria di uno dei più grandi parchi eolici del mondo, un impianto da 600 megawatt di proprietà della Ceca CEZ.

Per quanto riguarda i grandi produttori di CO2 quali Stati Uniti e Cina possiamo dire che i parchi eolici degli Usa producono più energia elettrica rispetto a quelli di qualsiasi altro paese: 182 terawattora nel 2014 pari al 4,4 per cento della produzione annuale del Paese.

La Cina, leader mondiale nella capacità installata per l’energia eolica con 115.000 megawatt rappresenta ancora meno del 3 per cento della produzione di energia elettrica. Eppure l’energia eolica è più che raddoppiata dal 2011, lasciando indietro l’energia nucleare.

L’energia eolica è ora la terza fonte di energia elettrica dietro a quella prodotta dal carbone e dall’energia idroelettrica.

Fonte: https://agenda.weforum.org

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